Da De Nittis a Gemito. I napoletani a Parigi negli anni dell’Impressionismo

Dal 6 dicembre 2017 Palazzo Zevallos Stigliano, sede napoletana delle Gallerie d’Italia di Intesa Sanpaolo, ospita la mostra Da De Nittis a Gemito. I napoletani a Parigi negli anni dell’Impressionismo che sarà visitabile fino all’8 aprile 2018.

La mostra, a cura di Luisa Martorelli e Fernando Mazzocca, si snoda lungo il piano terra e il primo piano del museo proponendo un’ampia panoramica sul nutrito gruppo di artisti napoletani di nascita o di formazione che, dalla seconda metà dell’Ottocento, si recarono a Parigi per periodi più o meno lunghi, assorbendo le novità  artistiche della capitale francese.

Al piano terra, il percorso della mostra inizia con Giuseppe Palizzi, il primo a trasferirsi nel 1844 a Parigi dove entrò in contatto con gli esponenti della Scuola di Barbizon, che per primi avevano introdotto la pratica della pittura en plain air, e del Realismo che influenzò anche l’opera di Michele Cammarano.

Da De Nittis a Gemito_Palizzi autoritratto
Giuseppe Palizzi, Autoritratto nella foresta di Fontainebleau, 1870

Domenico Morelli visitò Parigi nel 1855 in occasione dell’Esposizione Universale che gli diede la possibilità di aggiornarsi e rinnovare la sua arte. Nel 1867 Morelli inviò all’Esposizione Universale di Parigi il dipinto Bagno pompeiano che vinse il secondo premio. Durante quell’esposizione altri due artisti napoletani, Gioacchino Toma ed Edoardo Tofano, si distinsero nel genere della pittura di storia. Inoltre, Morelli si avvicinò alla pittura orientalista particolarmente promossa dal celebre mercante d’arte Goupil.

Da De Nittis a Gemito_ Morelli
Domenico Morelli, Bagno pompeiano (sx) La figlia di Jorio (dx)

Nel 1872 torna a Napoli Giuseppe De Nittis che in quell’anno realizzò il dipinto L’Eruzione del Vesuvio, un capolavoro finito addirittura nella collezione di Hitler, che è esposto qui per la prima volta. Del 1878 è invece Pranzo a Posillipo con cui De Nittis si confronta apertamente con Manet.

Da De Nittis a Gemito_ De Nittis Eruzione
Giuseppe De Nittis, L’eruzione del Vesuvio (Sotto il Vesuvio), 1872

Francesco Netti e soprattutto Giuseppe De Nittis grazie ai loro soggiorni parigini si affermarono come protagonisti del genere della pittura della vita moderna molto in voga soprattutto grazie agli impressionisti. Nelle opere di Netti emerge maggiormente la denuncia sociale mentre in quelle di De Nittis a emergere è soprattutto l’atmosfera della metropoli in continua trasformazione.

Da De Nittis a Gemito_ De Nittis scene di vita moderna
Giuseppe De Nittis, Accanto al laghetto dei Giardini di Luxembourg (sx) Au jardin (dx)

Al primo piano il percorso continua con gli artisti che, soprattutto sotto l’influenza di Goupil, si dedicarono al paesaggio, alle vedute, alle scene di vita moderna e agli interni domestici generi apprezzati dai nuovi collezionisti americani. Pittori come Antonino Leto, Alceste Campriani, Francesco Lord  Mancini e Giacomo Di Chirico realizzarono scene di vita popolare ambientate nelle marine napoletane o in aperta campagna.

Da De Nittis a Gemito_incanti mediterranei
Dipinti di Alceste Campriani

Nella sala seguente è esposto Il Pescatore di Vincenzo Gemito che fu esposto prima al Salon di Parigi del 1877 e poi all’Esposizione Universale del 1878. Lungo le pareti invece sono esposti dipinti dei pittori della generazione successiva di De Nittis che soggiornarono a Parigi tra cui Vincenzo Migliaro, Carlo Brancaccio, Giuseppe De Sanctis e Ulisse Caputo.

Da De Nittis a Gemito_ Gemito pescatorello
Vincenzo Gemito, Il Pescatore, 1877

L’ultima sala è dedicata al pittore Antonio Mancini e allo scultore Vincenzo Gemito. Antonio Mancini soggiornò a Parigi dal 1875 al 1878. Goupil, comprendendo l’originalità e la qualità delle sue scene di vita quotidiana influenzate dalla pittura del Seicento napoletano, lo mise sotto contratto esclusivo. Pochi anni dopo il pittore è raggiunto dall’amico Vincenzo Gemito che soggiornerà nella capitale francese dal 1877 al 1880.

Da De Nittis a Gemito_ Mancini e Gemito
Antonio Mancini, L’ispirazione, 1874

Da De Nittis a Gemito. I napoletani a Parigi negli anni dell’Impressionismo è veramente una bellissima mostra; devo dire che avevo molte aspettative e temevo di rimanere delusa invece ne sono uscita ampiamente soddisfatta. Ho apprezzato l’allestimento del percorso, chiaro e lineare, scandito dall’alternarsi del colore delle pareti, l’illuminazione studiata per valorizzare ogni opera, la pannellistica esaustiva e facilmente comprensibile anche per un pubblico di non esperti e le didascalie vicine alle opere che presentano anche il simbolo che indica, se presente, il divieto di fotografare l’opera.

Se vi trovate a Napoli durante il periodo della mostra, vi consiglio di visitarla perché vi permetterà di conoscere un periodo particolarmente florido per l’arte napoletana, vedere opere bellissime e conoscere anche artisti poco noti ma di grande qualità.

Per maggiori informazioni su orari e tariffe http://www.gallerieditalia.com/it/napoli/da-de-nittis-a-gemito/ e non dimenticate di visitare anche il secondo piano con la collezione permanente del museo.

Annunci

5 commenti

  1. grande rabbia per la distanza che m’impedisce una visita; amo particolarmente gli artisti del periodo tra ottocento e inizio novecento, per cui dovrò attendere che approdino dalle mie parti. Molto vero e triste il fatto che molti siano poco conosciuti, dimostra che conosciamo maggiormente artisti stranieri a scapito dei nostri che hanno avuto meno fortuna sia in vita che post.

    Piace a 1 persona

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google photo

Stai commentando usando il tuo account Google. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...