Final Portrait – L’Arte di essere Amici

Final Portrait – L’Arte di essere Amici è un film, uscito nei cinema italiani lo scorso 8 febbraio, scritto e diretto da Stanley Tucci con il premio Oscar Geoffrey Rush nei panni dello scultore e pittore svizzero italiano Alberto Giacometti e Armie Hammer in quelli dello scrittore americano James Lord.

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Il film basato sul libro A Giacometti portrait di James Lord racconta i diciotto giorni del 1964 in cui, a Parigi, Lord posa per Giacometti. Inizialmente Lord deve posare solo un giorno per il suo ritratto, ma a causa dei continui ripensamenti dell’artista, mai soddisfatto delle sue opere, è costretto a rimandare il suo ritorno in paria finché non riesce a convincerlo a lasciare l’opera nella sua ultima versione. Nei giorni in cui deve posare Lord vive a pieno il caos dello studio di Giacometti in cui possono entrare solo Diego sua fratello e assistente, la moglie Annette e l’amante Caroline ma soprattutto ha modo di assistere al processo creativo dell’artista che negli ultimi anni d’attività e con il crescere della fama è sempre più insicuro e nevrotico.

Final Portrait non è un vero e proprio film biografico poiché si concentra solo su pochi giorni del 1964, anche se ci sono rifermenti ai periodi precedenti, ma piuttosto il racconto della creazione di un’opera d’arte.

Ho trovato Final Portrait un film molto interessante ma eccessivamente lento e ripetitivo tanto che a volte ho fatto fatica a mantenere alta l’attenzione. Ho apprezzato molto la ricostruzione dello studio di Giacometti con la riproduzione di molte sue opere come le sue sculture filiformi e i ritratti in cui la figura centrale dipinta con tratti sottili e lineari emerge da uno sfondo grigio che la avvolge. Mi è piaciuta molto anche la performance di Geoffrey Rush, identico al vero Giacometti, che riesce a esprimere tutta la sregolata genialità dell’artista.

Consiglio questo film a chi vuole scoprire di più sulle sue opere pittoriche di Giacometti che sono certamente meno celebri rispetto alle sculture.

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1 Comment

  1. Io l’ho trovato interessante anche perché mostra chiaramente quel ‘tormento’ che ha poi reso celebre Giacometti! Tante linee tante sculture filiformi che così appaiono in tutta la loro interezza!
    Tra l’altro la somiglianza del protagonista all’artista è incredibile!

    Mi piace

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