Visita all’Archivio di Stato di Napoli per le Giornate Europee del Patrimonio

Nell’ambito delle Giornate Europee del Patrimonio 2018 (22-23 settembre) ho partecipato, domenica mattina, alla visita guidata all’Archivio di Stato di Napoli condotta dai funzionari dell’Ente che hanno illustrato ai visitatori gli ambienti musealizzati dell’Archivio e la mostra “Le Reali scuole di ballo del teatro di San Carlo di Napoli”, allestita in Sala Filangieri.

L’Archivio di Stato, istituito nel 1808 da Gioacchino Murat, è situato all’interno del Monastero Benedettino dei SS. Severino e Sossio soppresso nel 1799.

archivio di stato_atrio dei marmi

I visitatori, giunti all’Atrio dei Marmi, realizzato tra la fine del Cinquecento e il primo ventennio del Seicento, hanno visitato il primo ambiente, la cosiddetta Sala Tasso, così chiamata per ricordare il soggiorno di Torquato Tasso nel monastero. In questa sala è visibile la riproduzione digitale del Codice di S. Marta che riporta gli stemmi delle famiglie nobili iscritte alla Confraternita dei Disciplinati di Santa Marta tra il XV e il XVII secolo. Questo codice miniato su pergamena è sopravvissuto non solo ai danneggiamenti della Chiesa di S. Marta durante la Rivolta di Masaniello ma anche all’incendio appiccato dai tedeschi nel 1943 alla villa di San Paolo Belsito in cui erano stati ricoverati i documenti per proteggerli dai bombardamenti su Napoli perché il direttore dell’epoca, Riccardo Filangieri, lo custodiva nella sua casa.

archivio di stato_sala Tasso

Percorrendo il chiostro si arriva alla Sala Filangieri, che era il Refettorio del monastero, in cui campeggia il grande affresco di Belisario Corenzio raffigurante La Moltiplicazione dei pani e dei pesci ora trasportato su tela. In questa sala è allestita la mostra “Le Reali scuole di ballo del teatro di San Carlo di Napoli ” con i documenti relativi alle due scuole di Ballo del Teatro di San Carlo istituite nel 1812 da Gioacchino Murat.

archivio di stato_Sala filangieri

Si passa poi nell’Atrio del Platano che prende nome dalla presenza di un platano che secondo la leggenda fu piantato da San Benedetto in persona. Due lati del chiostro presentano affreschi raffiguranti Storie di S. Benedetto realizzati dal pittore Antonio Solario detto “Lo Zingaro” e dalla sua bottega intorno al 1515.

archivio di stato_atrio del platano

Infine, abbiamo visitato la Sala Catasti che era la Sala del Capitolo del monastero. In questa sala, affrescata da Belisario Corenzio agli inizi del ‘600 con parabole, figure allegoriche e scene del Vangelo, sono custoditi i documenti del catasto carolino istituito da Carlo di Borbone.

archivio di stato_sala Catasti

Questa per le Giornate europee del patrimonio è stata un’apertura straordinaria ma sul sito dell’Archivio è possibile prenotare una visita guidata che comprende anche la Chiesa dei SS. Severino e Sossio.

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