Le ninfee di Monet – Un incantesimo di acqua e di luce

Nei giorni 26, 27 e 28 novembre è stato proiettato al cinema, nell’ambito della rassegna La grande arte al cinema di Nexo Digital, il docufilm Le ninfee di Monet – Un incantesimo di acqua e di luce diretto da Giovanni Troilo e prodotto da Ballandi Arts e da Nexo Digital.

le ninfee di Monet_locandina

Con l’attrice Elisa Lasowski gli spettatori seguono tutte le tappe della vita di Monet che decide sempre di soggiornare in città poste sugli argini della Senna in modo di essere sempre vicino all’acqua e alla luce, due elementi fondamentali delle sue opere realizzate en plein air. Nel 1883, il pittore arriva a Giverny, dove acquista la villa più costosa della zona. Entrando in conflitto con i contadini della zona, decide di eliminare il frutteto per impiantare il suo giardino in cui, deviando il corso del fiume, realizza lo stagno delle ninfee. Nel 1895 Monet piazza il cavalletto sulla riva del lago e per la prima volta dipinge un fiore di ninfea che diventerà la sua ossessione fino alla morte. La pittura aiuta Monet a superare il lutto per la morte della seconda moglie e continua a dipingere le sue ninfee, anche grazie al supporto dell’ex Primo Ministro Francese George Clemenceau, nonostante la cecità e lo scoppio della Prima Guerra Mondiale. E proprio in questi anni così travagliati che il pittore inizia la sua opera più colossale, la Grand Décoration. Enormi pannelli raffiguranti il suo stagno di ninfee, talmente avvolgenti che lo sguardo dello spettatore si perde in un’atmosfera di serenità e pace, che il pittore decide di donare allo stato francese dopo la fine della guerra. Le opere trovano posto nell’Orangerie, nelle sale ovali progettate dallo stesso Monet che però non riesce a vedere il risultato finale, infatti, il museo sarà inaugurato da George Clemenceau nel 1927, cinque mesi dopo la morte del pittore. Le opere però non hanno successo e il museo è velocemente abbandonato. Solo negli anni ’50 l’opera di Monet sarà riscoperta dagli artisti americani come Pollock riuscendo ad avere definitivamente il meritato successo.

Le ninfee di Monet_orangerie

Il film presenta gli interventi della fotografa Sanne De Wilde, della giardiniera della Fondation Monet a Giverny, Claire Hélène Marron e di Ross King, supervisore scientifico e autore del libro Il mistero delle ninfee. Monet e la rivoluzione della pittura moderna .

le ninfee di Monet_laghetto

Le ninfee di Monet – Un incantesimo di acqua e di luce, rispetto ad altri film della rassegna, non mi ha convinto del tutto parchè ho trovato la narrazione piuttosto lenta e pesante e a dire il vero mi aspettavo un approfondimento più tecnico invece mi è parso che a prevalere sia stato il livello biografico ed emozionale. Mi è piaciuto l’intervento della giardiniera della Fondation Monet che ha raccontato brevemente com’è stato ricreato il giardino e come i giardinieri e i volontari se ne prendono cura oggi. Ovviamente ho molto apprezzato le riprese dei dipinti, dei musei e del giardino e l’uso di video d’epoca che hanno permesso agli spettatori di vedere Monet nel suo giardino ma, a dire il vero, per la conoscenza dell’opera del pittore consiglio la visione di Io, Claude Monet.

le ninfee di Monet_foto d'epoca

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3 commenti

  1. Appena ho letto il titolo del tuo post, ho avuto un tuffo nel cuore!
    Sì! Perché adoro Claude Monet! Con i miei piccoli artisti lo stiamo vivendo a scuola, nella nostra “accademia di artisti”, e il film l’abbiamo visto lunedì al cinema “Don Bosco” di san donà di Piave
    Un grazie infinito per questo tuo splendido post
    Adriana

    Piace a 1 persona

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