Depositi di Capodimonte. Storie ancora da scrivere

Dal 21 dicembre 2018, il Museo e Real Bosco di Capodimonte ospita la mostra “Depositi di Capodimonte. Storie ancora da scrivere” che sarà visitabile fino al 30 settembre 2019.

Depositi capodimonte_locandina

La mostra, organizzata dal Museo insieme alla casa editrice Electa, è la seconda di una trilogia nata per dare una nuova visione del museo inteso luogo di creatività e libertà espressiva che, iniziata con “Carta Bianca”, proseguirà con la mostra “C’era una volta Napoli. Storia di una grande bellezza”.

Allestita al secondo piano del museo, questa mostra espone in 10 stanze oltre 1200 opere tra dipinti, sculture, arazzi, armi e oggetti di arti decorative provenienti dai cinque depositi del Museo (Palazzotto Borbonico, Deposito 131, Deposito 85, Farnesiano e GDS) che per motivi diversi non fanno parte dell’allestimento permanete del Museo, tanto che alcune di queste opere sono visibili al pubblico per la prima volta.

La prima sala è dedicata alle sculture, in particolare ottocentesche, che a Capodimonte, così come in molti altri musei, sono state messe da parte in favore dei dipinti.

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La seconda sala invece presenta opere provenienti dal Palazzo Borbonico accomunate dal tema orientalista ed esotico molto di moda tra la fine del Settecento e l’inizio dell’Ottocento.

Depositi capodimonte_sala 2

La terza sala, in continuità con la precedente, espone una serie di manufatti etnografici, donati da lord Hamilton a re Ferdinando IV, che facevano parte della raccolta del capitano James Cook, esposti insieme a manufatti di provenienza extraeuropea della collezione del cardinale Stefano Borgia.

Depositi capodimonte_sala 3

Nella quarta sala sono raggruppate da una parte una serie di ritratti e, dall’altra, opere di paesaggio, un genere che a lungo è stato considerato inferiore. Molte delle opere di paesaggio raffigurano scorci della Napoli di fine Ottocento.

Depositi capodimonte_sala 4

Nella quinta sala invece sono esposte opere che si trovano in deposito per motivi diversi. Infatti, nei depositi sono custodite le opere che sono spostate per partecipare o far posto a una mostra temporanea. Tra le opere in mostra ci sono molti dipinti di Luca Giordano che parteciperanno a una mostra a Parigi il prossimo novembre al Petit Palais.

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La sesta sala accoglie opere di genere storico che, negli anni del Romanticismo, prediligono scene aneddotiche ambientate soprattutto nel Medioevo e nel Rinascimento.

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La settima sala raccoglie le opere custodite nel Deposito Farnesiano. Si tratta in particolare di servizi di porcellane e suppellettili farnesiane, borboniche e Savoia. Inoltre sono esposte antiche cornici provenienti dal Palazzotto Borbonico. Il Museo si propone di realizzare nuovi grandi spazi per esporre le raccolte di porcellane.

Depositi capodimonte_sala 7

L’ottava sala espone opere del cosiddetto Deposito 85, che si trova proprio al secondo piano del museo, che conserva in particolare dipinti su tavola del XVI secolo e opere di tema religioso di diverse scuole ed epoche. Nella stessa, inoltre, sala si trovano anche opere di genere storico di grande formato.

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Nella nona sala sono esposti tessuti e armi che per ragioni conservative non possono essere esposti perennemente. Queste opere, tutte provenienti dall’arredamento della Reggia di Capodimonte, sono state messe a deposito per dare spazio alla pinacoteca ma è intenzione del museo dare in futuro nuovo spazio a questi manufatti.

Depositi Capodimonte_sala 9

La decima sala non espone opere bensì progetti legati alla mostra come quello di digitalizzazione delle opere e la riorganizzazione dei depositi.

Per quanto riguarda l’allestimento devo dire che secondo me in alcune sale ci sono troppe opere e questo credo che affatichi un po’ troppo il visitatore. I pannelli didattici, semplici e chiari, espongono brevemente il tema delle opere in mostra, però alcune didascalie sono collocate in posizioni scomode o troppo in basso o troppo in alto. Inoltre mi sarebbe piaciuto vedere anche il deposito come luogo fisico mostrando al visitatore com’è organizzato e strutturato magari con l’ausilio di foto o video.

Depositi capodimonte_allestimento

La mostra mi è piaciuta perché aiuta a capire come funziona un museo, quali scelte hanno portato i curatori a decidere di esporre delle opere e a mettere in deposito altre e mostra che i depositi sono luoghi vivi in cui le opere non sono dimenticate ma in attesa di nuove possibilità, come un nuovo allestimento o una mostra temporanea. Soprattutto la mostra espone opere belle e interessanti che meritano di essere conosciute e apprezzate e per questo consiglio a chi può di venire a vederla.

Per avere maggiori informazioni su orari e costi lascio il link al sito del museo.

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