Instameet San Gennaro

Sabato 27 aprile ho partecipato all’Instameet San Gennaro organizzato da Igersnapoli in collaborazione con la Soprintendenza Archeologia Belle Arti e Paesaggio per il comune di Napoli in occasione della storica processione, detta “degli inghirlandati”, che ricorda la traslazione delle reliquie di San Gennaro dall’Agro Marciano a Napoli, dove fu seppellito nelle catacombe sulla collina di Capodimonte. Questa processione, istituita nel 1500 dal Cardinale Carafa, si svolge ogni anno il sabato che precede la prima domenica di maggio e in questo giorno, così come il 19 settembre e il 16 dicembre, avviene il prodigio dello scioglimento del sangue di San Gennaro che resta in forma liquida per otto giorni.

Durante l’evento, gli igers hanno partecipato a una visita guidata, condotta dalla funzionaria della Soprintendenza Laura Giusti, nella Real Cappella e nel Museo del Tesoro di San Gennaro avente come filo conduttore la processione in cui il busto del santo, l’ampolla contenente il suo sangue e i busti di venti compatroni sono trasportati dal Duomo alla Basilica di Santa Chiara.

Instameet San Gennaro_locandina

La visita è iniziata dalla Real Cappella del Tesoro realizzata su disegno dell’architetto Francesco Grimaldi tra il 1608 e il 1637 per rispettare un voto a San Gennaro fatto dalla città di Napoli nel 1527 durante un’epidemia di peste. La cappella è rivestita di marmi pregiati ed è decorata da affreschi e dipinti dei maggiori artisti barocchi del periodo chiamati anche da Roma, in particolare, la cupola è stata affrescata da Giovanni Lanfranco mentre i dipinti su rame sono di Domenichino e Ribera. Il paliotto dell’altare maggiore in argento invece è opera del Vinaccia. Sull’altare si trova il busto reliquiario di San Gennaro, realizzato da artisti francesi durante il regno di Carlo d’Angiò, che all’interno della testa ospita le reliquie del teschio.

Instameet san Gennaro_cappella

Oltre al busto di San Gennaro nella cappella si trovano anche molti dei busti reliquiari dei compatroni di Napoli che in tutto sono ben 52. Questi busti sono stati donati alla Deputazione del Tesoro di San Gennaro nel corso dei secoli in occasione dell’elevazione dei vari santi a compatroni della città.

Instameet San Gennaro_busti

La visita si è spostata poi negli ambienti del Museo del Tesoro di San Gennaro dove all’ingresso si trova la copia del documento con il voto della Città di Napoli per la costruzione della cappella del tesoro.

Instameet San Gennaro_documento

Nelle sale successive si trovano molti degli altri busti reliquiari e gruppi scultorei che per motivi di spazio non possono essere ospitati in cappella. Inoltre, sono presenti ex voto, arredi liturgici in materiali preziosi donati alla Deputazione.

Instameet San Gennaro_museo

Tra le opere in mostra si trovano anche: il Reliquiario del sangue su cui si fissa l’ampolla contenente il sangue durante la processione, la Collana di San Gennaro commissionata nel 1679 all’orafo di corte Michele Dato e arricchita fino al 1929 con gioielli donati da re, regine e nobili che si sono succeduti sul trono di Napoli e la Mitra di San Gennaro, uno degli oggetti più preziosi al mondo, realizzata da Matteo Treglia con 3964 pietre preziose, 198 smeraldi, 168 rubini, 3.328 diamanti, il tutto per 18 kg di peso.

Instameet San Gennaro_collana

La processione si svolgerà sabato 4 maggio dalle ore 17,00. Per chi fosse interessare a visitare il Museo del Tesoro lascio il link al sito del museo per tutte le informazioni su orari, tariffe, giorni di apertura ed eventi.

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